NEWS
Loading...

Ars Europa Academy ha presentato nella sua sede di Parigi i corsi in italiano e in inglese per il nuovo Anno Accademico 2017-2018.

Anche per la nuova stagione viene confermata la formula on-demand rivolta a professionisti, istituzioni, accademie e aziende. Viene così garantita la completa personalizzazione dei corsi, in relazione alle tempistiche, ai costi, ai programmi e case studies.

Confermati quasi tutti i corsi del precedente anno accademico con due novità: il corso di Introduzione alla Realtà Virtuale e uno di Virtual Fashion Design.

Per richiedere maggiori info basta cliccare sulla locandina del corso desiderato. Sarete indirizzati alla relativa scheda dove potrete compilare il modulo di richiesta informazioni.


Nel 2016, Facebook ha superato gli 1,6 miliardi di utenti in tutto il mondo. Ogni minuto registra 500mila mi piace (sono 4.6 miliardi ogni giorno), 150 mila messaggi inviati via Messenger100mila richieste di amicizia e ospita la condivisione di 1.3 milioni di contenuti. Il 79% degli utenti di Facebook naviga il social via mobile e il 75% delle revenue dall’advertising sono generate da mobile. 

Da questi dati si evince come social media come Facebook, Twitter, Linkedin e Pinterest siano in grado di offrire straordinarie possibilità per la comunicazione e il marketing delle aziende e delle Pubbliche Amministrazioni. “E sono proprio le PMI quelle che potrebbero ottenere i risultati più interessanti con l’uso dei canali digitali. Ma, tutto ciò a condizione che i vari canali siano attivati sulla base di una strategia progettata e dimensionata sugli obiettivi e le effettive risorse dell’azienda.” Afferma Guido di Fraia, relatore di Smau Academy, nel suo workshop “Progettare e condurre una Social Media Strategy realmente efficace per le PMI”, on line sul sito www.smauacademy.it.




Quali sono quindi gli strumenti più efficaci a supporto delle strategie digital di aziende e pubbliche amministrazioni? Smau, insieme alla sua community di oltre 700 relatori - professionisti, esperti del settore, analisti e influencer - ha raccolto sul sito www.smauacademy.it più di 40 pillole formative dedicate a tutti coloro che vogliono orientarsi nel mondo dei social media e trovare degli spunti per migliorare la propria comunicazione verso il proprio pubblico di riferimento.

Su Facebook ad esempio le persone preferiscono le fotografie e soprattutto amano interagire con chi li interpella: i post fotografici ottengono il 179% di interazioni in più rispetto alla media, i post che terminano con una domanda ottengono il 162% di interazioni in più, il 23% del traffico dei siti web (a livello mondiale) è generato da Facebook e, sempre su Facebook sono 40 milioni le pagine attive per small business. 

Su Twitter, invece, vincono i link: l’86% dei tweet con un link hanno un livello di engagment più alto della media. Le immagini migliorano del 18% il click-through rate dei tweet. Sono invece 300 milioni le persone nel mondo che utilizzano Linkedin, il 91% di esperti di marketing B2B utilizza Linkedin per condividere i propri contenuti e i post che contengono link ricevono il 200% in più di engagement, e il 98% dei post che hanno un contenuto fotografico hanno un numero più alto di commenti. 

Per gli esperti di social media marketing nel settore del food, Pinterest è il canale più indicato: il 57% degli utenti interagisce con contenuti collegati al cibo. Sono 100 milioni le bacheche dedicate al food su Pinterest.



DIGITALmeet, il progetto promosso da Fondazione Comunica e Talent Garden Padova è un luogo di incontri, eventi, approfondimenti legati al mondo del digitale, dell’ICT e del web.

Digitalmeet è un unico grande racconto diffuso nel Nordest per immergersi nelle mille sfumature del digitale, dalla banda larga alla Fabbrica 4.0, dal mondo delle Start Up alle nuove frontiere dell'innovazione.

Punta l'attenzione sulla realtà concreta di cittadini e imprese, protagonisti diretti della rivoluzione digitale, e come si legge sui loro comunicati, si basa su quattro parole chiave:

  1. SCOPRIRE ciò che la tecnologia può fare per noi
  2. USARE i nuovi strumenti digitali
  3. CREARE il futuro in maniera concreta
  4. SOGNARE senza limiti: con il digitale è facile trasformare il futuro in presente. 

Quattro keywords e quattro giorni per invadere pacificamente le città – del Veneto ma non solo – con una cultura del digitale finalmente alla portata di tutti. Un digitale capace di semplificare le nostre vite, di far crescere le aziende del territorio, di contribuire alla costruzione di una nuova economia.

Lontano dai classici appuntamenti dove la teoria supera abbondantemente la pratica, DIGITALmeet vuole ribaltare il tavolo e mostrare in che modo il digitale “cambia la vita e l’economia”.

DIGITALmeet dà appuntamento dal 19 al 22 ottobre 2017, per la V edizione del più grande festival italiano sull'alfabetizzazione digitale per cittadini e imprese.

Cisco, la nota azienda multinazionale specializzata nella fornitura di apparati di networking, ha deciso di investire nelle infrastrutture italiane e non solo.

È nato così il progetto Digitaliani il cui scopo, a monte di un investimento di 100 milioni di dollari è quello di incentivare la svolta economica e produttiva dell’Italia.

Con il digitale, dal Web all'Internet of Things, ogni aspetto della nostra vita quotidiana viene rivoluzionato, semplificato e ottimizzato.

Numerosi sono stati i progetti e le collaborazioni avviate dopo il lancio avvenuto nel gennaio 2016.

Di seguito le principali aree di interesse:

  1. Innovazione & Formazione
    Supporto e collaborazioni con il mondo delle start up. Potenziamento delle Networking Academy per la diffusione di competenze tecnologiche emergenti.
  2. Made in Italy
    Due i settori economici che più di altri pesano a livello economico e di opportunità per il Paese: il settore manifatturiero e quello agroalimentare e su questi vogliamo puntare per supportare la trasformazione digitale.
  3. Infrastrutture nazionali
    Collaborazioni, competenze, tecnologie più innovative al servizio delle utilities, dei trasporti, della logistica e della sicurezza del nostro Paese.

  4. Settore pubblico e comunità intelligenti
    La tecnologia può aiutare le comunità in cui viviamo a essere più resilienti e consente una gestione più intelligente, accurata e integrata di infrastrutture e servizi.

Per maggiori informazioni su questo progetto:
http://www.cisco.com/c/it_it/index.html

Prosegue il nostro percorso all'interno della Coalizione per le Competenze Digitali istituita dall'Agenzia Govenativa per l'Italia Digitale.

Tale iniziativa si fonda sulla collaborazione di istituzioni pubbliche nazionali e locali, comunità professionali, organizzazioni non profit, associazioni datoriali e sindacali e altri soggetti privati, e ha come scopo proprio la condivisione delle esperienze digitali.

All'interno di questa coalizione, l’Associazione italiana del commercio, istituita da merchants e per i merchants, è al momento l’unica organizzazione in Italia specializzata sul tema dell’e-commerce, con più di mille associati in tutto il territorio nazionale.

La sua attività si articola su tre differenti azioni:
  • Informare
  • Dialogare
  • Sostenere
Informare
Le attività dell'associazione si orientano in vari settori, dalla formazione al sostegno del merchant su ogni settore del commercio elettronico agendo su due livelli: all’esterno, nelle relazioni con le autorità istituzionali sulle tematiche di interesse per il commercio elettronico; all’interno, con interventi a carattere formativo per gli aggiornamenti normativi e per la promozione degli strumenti digitali.

In tale ambito, Aicel ottenuto l’approvazione del proprio progetto di “E-xcellence- l’e-commerce di eccellenza”  che punta a massimizzare e portare all’apice il settore del commercio elettronico.

Altro progetto di punta dell’associazione è certamente il certificato Sonosicuro, attivo dal 2009, che identifica nel digital market italiano i siti e-commerce più affidabili e sicuri su cui effettuare acquisti in totale fiducia. Una certificazione del tutto gratuita ed accessibile solo dagli associati che siano in linea con gli ideali dell’associazione e che rispettino puntualmente le normative in vigore, solo così e non a pagamento sono in grado di accedere a tale certificato

Dialogare
AICEL punta molto sui termini interscambio e confronto e ha instaurato un aperto dialogo che vede coinvoltie le figure delle istituzioni, dei consumatori, dei media e delle realtà produttive italiane.

Attraverso tale dialettica, il merchant non incontra più barriere strutturali proibitive ed insuperabili con ciò potendo crescere ed esprimersi nello sviluppo della propria attività. Proprio per agevolare quest’interscambio fra le parti in un clima di pacifico e costruttivo confronto, Aicel ha fornito uno strumento in più creando lo Sportello Consumatori per la segnalazione di abusi, irregolarità da parte degli associati o richiedere un intervento conciliativo.
In questo modo, le incomprensioni, prima ancora di diventare controversie stragiudiziali o giudiziali, vengono gestite in un clima di cordialità e risolte con celerità e con successo nel 100% dei casi.

Sostenere
Il merchant non è mai solo in quanto trova nell’associazione una guida in ogni possibile campo della propria attività, che si tratti di gestione del negozio o di confronto in caso di controversie. Aicel ha infatti creato lo Sportello Unico per L’impresa composto da un team specializzato di esperti che risponde ad ogni perplessità del merchant che pertanto, grazie a tale sostegno, riesce a muoversi con maggiore sicurezza nel proprio contesto lavorativo.

La Rete DIDASweb rappresenta una delle prime e significative implementazioni a livello mondiale delle reti didattiche interconnesse ospitate nella cloud di Google.

Silverio Carugo, rettore di Didasca afferma: «Il Cloud Learning sta cambiando radicalmente le modalità secondo le quali l'istruzione viene trasmessa e fruita e la relativa dotazione di risorse».

Silverio Carugo, rettore di Didasca
«Didasca - The First Italian Cyber Schools for Lifelong Learning è orgogliosa di svolgere il ruolo di promotore del processo di applicazione del paradigma Scuol@ 3.0 nel sistema scolastico del nostro Paese e di avere messo in condivisione con tutte le Scuole italiane le risorse tecnologiche e il know-how di cui essa dispone, a cominciare dalla G Suite for Education».

Per Androulla Vassiliou, Commissioner for Education, Culture, Multilingualism, Sport, Media and Youth: «Il contesto dell'istruzione sta mutando radicalmente, dalla scuola all'università e oltre: a breve un'istruzione basata sulla tecnologia aperta sarà "necessaria" e non solo "auspicabile", e questo vale per tutte le fasce d'età. Non è sufficiente capire come utilizzare un'applicazione o programma; abbiamo bisogno di giovani che siano in grado di creare i propri programmi».

Il Commissario Europeo Androulla Vassiliou
«Opening up Education mira ad aprire le menti a nuove metodologie di apprendimento per far sì che le persone abbiano maggiori possibilità di trovare un impiego, siano più creative, orientate all'innovazione e sviluppino maggiori capacità imprenditoriali».

La rete Didasca si compone di due elementi:
  1. il portale DIDASweb.it 
  2. il cluster dei siti di tutte le Scuole italiane
Il portale DIDASweb.it funziona da repository, da hub e da piattaforma di collegamento e interscambio per i 10.000 siti creati da Didasca per altrettante Scuole italiane.

Il layout di tutti i siti scolastici - e quello dei mini siti creati all'interno degli stessi per ciascuno degli insegnanti che prestano servizio nella scuola assegnataria - sarà conforme alle linee guida rilasciate dal Governo per i siti della Pubblica Amministrazione.


Gli accounts Didasca sono le chiavi di accesso al mondo Google e all'ecosistema Didasca. Essi sono diversi a seconda che si tratti dei Docenti [ @Didasweb.it ] o degli Studenti e degli altri Stakeholder della Scuola [ @Didasca.org ].

La G Suite for Education è la suite gratuita di applicazioni realizzata da Google espressamente per lo svolgimento delle attività educative.

Le applicazioni di cui è composta la G Suite for Education, Google for EducationGoogle Learning, permettono ai Docenti, agli Studenti e agli altri Stakeholder di comunicare e collaborare in tempo reale.



Coding e Dintorni si propone di incentivare l’innovazione e le competenze digitali nelle scuole attraverso la diffusione e la promozione di approcci didattici innovativi.

Le attività mirano a promuovere azioni nella direzione dell'alfabetizzazione digitale volte a sviluppare negli studenti anche competenze di programmazione informatica (coding) che li trasformino da semplici consumatori a veri protagonisti dell’era digitale.


In sintonia con gli obiettivi del Piano Nazionale Scuola Digitale del Miur e quindi dell’Agenda Digitale Italiana e l’Europa,  prevede la diffusione e la promozione di interventi di alfabetizzazione digitale e come target di riferimento gli educatori  che una volta formati possono a loro volta trasferire le competenze acquisite ai propri studenti

Il percorso per lo svolgimento del progetto si articola in:

  • Workshop organizzati come Discussione e Costruzione e svolti durante l’anno scolastico
  • Laboratori
  • Piattaforma di e-learning 


User Experience Design: ovvero la progettazione dell'esperienza utente, abbreviato di solito in UXD o UED,  è il processo per aumentare la soddisfazione e la fedeltà del cliente migliorando l'usabilità, la facilità d'uso e il piacere fornito nell'interazione tra il cliente e il prodotto.

La progettazione dell'esperienza utente comprende la tradizionale progettazione interazione uomo-macchina e la estende indirizzandosi a tutti gli aspetti del prodotto o del servizio come percepito dagli utenti.

L'esperienza utente è qualsiasi aspetto di un'interazione della persona con un dato sistema IT, includendo l'interfaccia, la grafica, la progettazione industriale, l'interazione fisica e manuale.


Nell'ambito IT diventa fondamentale la progettazione di grafiche e interfacce che agevolino l'interazione dell'utente, vale a dire la sua User Experience (UX).

La Net Semiology ha sempre definito molto importante il connubio tra design e interazione introducendo il concetto di apticità, vale a dire del connubio tra la percezione del design dell'interfaccia e l'interazione col medesimo.

Ciò che fa la differenza è proprio l'esperienza d’interazione. Un bene, sia esso fisico o digitale, che soddisfi i requisiti di User Experience è un bene che viene scelto rispetto a un altro: un bene che possiede i migliori presupposti per essere vincente.

Viviamo nell'era della User Experience, ovvero del complesso insieme di percezioni, reazioni ed emozioni che una persona prova nell'interagire con un prodotto o servizio, il punto di contatto fra le aspettative e le soddisfazioni dei consumatori.


Sono questi ultimi con le proprie caratteristiche e i propri bisogni a essere al centro della strategia di business di ogni azienda.

Il Design della User Experience è una disciplina che studia l’esperienza degli utenti a partire dalle loro culture, attitudini e dalla realtà in cui questi vivono, al fine di fornire i migliori presupposti per un’esperienza positiva.

Lo UX Designer deve essere in grado di interpretare le informazioni circa comportamento degli utenti e contesto, legge i fenomeni e i trend, combinandoli con gli obiettivi aziendali, per generare esperienze che soddisfino e superino le aspettative degli utenti.

La sua mission è migliorare la relazione fra consumatori e prodotti. È il ponte fra i bisogni dell’azienda e i bisogni dell’utente.

Ha competenze che spaziano dalle preliminari ricerche comportamentali come le interviste dirette e gli user test alla progettazione incentrata sull'utente, passando per scenari d’uso e user journey.

Molto spesso lo UX Designer si occupa anche dell’interfaccia realizzando sketch o prototipi basati sugli studi d’interazione.

Il suo lavoro è scandito da tre momenti fondamentali, di chiara derivazione dal metodo galileiano:
  • osservazione
  • progettazione
  • disegno.

Attraverso interviste, analisi statistiche, test di usabilità e di traffico sul sito raccoglie dati per studiare i bisogni degli utenti finali. Struttura, quindi, una strategia di engagement basata sull’analisi del pubblico da coinvolgere e sui canali da adottare, decidendo, infine, le modalità per misurare i risultati.

Ultimo step, il più delicato, è la creazione grafica dell’interfaccia, pensata secondo le necessità degli utenti. Questa figura si occupa, in sintesi, di osservare, comprendere e tradurre le necessità degli utenti. Il design non è solo una proposta creativa, diventa l'espressione grafica di tutto lo studio effettuato.

Questo aspetto formula un nuovo connubio tra le figure dell'UX designer e dell'UI designer, in quanto il lavoro del secondo sarà continuamente stimolato dalle proposte che arriveranno dal primo.

Per capire al meglio il concetto si usa di solito la metafora dell'emisfero sinistro e destro del cervello: competenze differenti, ma che alla fine si fondono in un unico artefatto.

Le differenti competenze tra Ux e UI designer spiegate con la metafora degli emisferi del cervello

Data la complessità degli strumenti e della metodologia di questa disciplina, sempre più le aziende richiedono la figura dello UX Designer.

Secondo uno studio condotto dal Design Management Institute, Apple, Coca Cola, IBM, Nike, Starbucks, Pinterest e Airbnb hanno fatto della User Experience il cavallo di battaglia del proprio successo e in generale le aziende che hanno applicato un approccio UX affiancandolo a quello più tradizionale e conosciuto UI oriented.




Dopo Amazon è la volta di analizzare i pro e i contro della vendita su eBay. Bisogna subito dire che il classico sistema di aste si è evoluto e ormai è facile trovare innumerevoli prodotti a prezzi fissi, senza dover sottostare alla logica dell'acquisto al miglior offerente.

eBay consente sempre di inserire gli articoli e avviare l'asta. Questa particolare relazione bipolare, basata sulla competizione dei destinatari, attirerà come sempre molti acquirenti che cercano oggetti usati, unici o difficili da trovare.

Tuttavia, il marketplace si è evoluto ed è anche ottimo per offrire articoli a prezzi fissi.

Infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'86% del volume di merchandising lordo di eBay deriva da oggetti venduti ad un prezzo fisso e l'80% degli articoli venduti sulla piattaforma sono nuovi, mai utilizzati.

Dove Amazon si concentra sull'esperienza di acquisto, eBay offre strumenti e funzionalità per i venditori. Questo aspetto rende più semplice la definizione del ruolo dell'emittente e della sua rappresentazione all'interno del marketplace.

Se con Amazon vince la metafora dello scaffale (tutti i prodotti simili in competizione) con eBay siamo più vicini a quella del negozio all'interno di un centro commerciale, dove la griglia è sostanzialmente la medesima per tutti, ma si ha comunque il proprio spazio privato, dove inserire la propria "insegna digitale" e far visionare tutti i prodotti.
eBay permette di aprire un negozio all'interno del marketplace
Ovviamente l'apertura di un negozio virtuale ha dei costi.

Il Negozio Base costa 19,95 euro al mese e può essere creato da tutti coloro che hanno un Account personale o business su eBay collegato a un conto PayPal.
Il Negozio Plus costa 39,00 euro al mese ed offre strumenti avanzati per accelerare l’incremento delle vendite.
Il Negozio Premium costa anch’esso 39,00 euro ma è riservato esclusivamente ai grandi store che hanno un bacino di utenza molto ampio.

Inoltre la spedizione deve essere di solito gestita dal singolo negoziante, con lo svantaggio dei costi, ma con la possibilità di customizzare al meglio l'importante fase di unboxing experience.


La newsletter di Apple dedicata alla festa della mamma è un capolavoro di semplicità. Organizzata in tre sezioni differenti, propone un prodotto per ogni sezione.

Possiamo subito notare lo sfondo delle varie sezioni: è composto da colori molto delicati, ovviamente in sintonia con l'evento, ma non solo.

Il layout della newsletter di Apple per la Festa della mamma
I colori impiegati derivano (con qualche minima variazione) dalla de-saturazione dei colori primari: rosso, giallo e blu.
La de-saturazione dei colori primari utilizzata da Apple

La loro scala cromatica, vale a dire il loro ordine non è però quello "naturale". L'applicazione della scala cromatica "naturale" avrebbe imposto il rispetto dell'ordine:

  1. rosso
  2. giallo
  3. blu
Invece in questo caso ritroviamo il seguente ordine:
  1. giallo
  2. blu
  3. rosso
Il confronto tra la scala cromatica naturale e quella progettuale utilizzata da Apple

Cosa significa tutto questo a livello percettivo e interattivo (in una sola parola, a livello aptico)?

Significa che Apple stabilisce un suo ordine "progettuale" e "tecnologico" che si sovrappone a quello "naturale".

I gadget "tecnologici" rappresentano così il plus per l'ordine naturale sottinteso (quello della maternità).

Importante l'utilizzo del giallo come primo colore della scala, in quanto essendo un colore transizionale evoca la voglia di cambiamento.

Altri due spunti da dover prendere in considerazione:

I visual dei prodotti, come spesso accade per Apple, risultano dalla combinazione di due oggetti: il prodotto vero e proprio e il suo accessorio. Così ad esempio per il prodotto tablet sono subito evidenziati gli accessori cover e penna digitale.

Nei visual di Apple il prodotto (1) viene solitamente accompagnato dal relativo accessorio (2)
Inoltre i link seguono le "antiche" regole dell'usabilità di Nielsen: sono sottolineati e colorati di blu.

I link seguono le regole della Web Usability secondo i dettami di Nielsen
Un capolavoro di eleganza e semplicità. Anche se stiamo parlando solo di una newsletter.