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Un volta calibrata la relazione bipolare tra gli attanti della comunicazione, l'emittente può presentare un prodotto/servizio che rientri perfettamente nelle corde del destinatario.

Il passo successivo è quello di trasformare il gradimento del destinatario in un acquisto. Bisogna dissipare qualsiasi dubbio residuo. Bisogna parlare al destinatario e dirgli "Fidati di me".

Si può "personificare" l'emittente mediante l'utilizzo di un brand ambassador. Le maggiori pubblicità fanno un largo utilizzo di testimonial. Chi non ricorda George Clooney nella nota marca di caffè Nespresso?



Il budget non lo consente? Niente paura. Il brand ambassador può essere interpretato da qualsiasi persona in grado di esprimere e tradurre i concetti espressi nei punti precedentemente analizzati.

Potrebbe ad esempio essere un cliente/fruitore soddisfatto della propria esperienza personale con il prodotto/servizio.

Questo processo di identificazione con il testimonial porta gli spettatori a condividere pienamente non solo i valori espressi dal testimonial, ma i contenuti medesimi del sito, se coerenti con quanto esposto nel video.

Come per la maggior parte dei video di marketing, le testimonianze video sono più efficaci quando riescono a esprimere il tutto nel minor tempo possibile: 45-60 secondi è l'ideale, anche se nulla vieta di arrivare fino a 3 minuti, nel caso vi siano vicende più articolate e con più personaggi.

Un altro accorgimento riguarda la trasformazione target/cliente di un prodotto/servizio più complesso. In questo caso il brand ambassador non basta più. Bisogna considerare la creazione di un video-confronto competitivo.

Un ultimo esempio, molto interessante, è quello di Leesa: ha creato una playlist di Youtube dedicata alle recensioni dei clienti.



4.0, la divisione di Ars Europa dedicata all’Industry 4.0 e alla sua efficace comunicazione collabora con Net Semiology.

Occorre attrezzarsi per cogliere i benefici dello Smart Manufacturing, l’innovazione digitale nei processi dell’industria

Anche la comunicazione degli effetti di tale rivoluzione, è un elemento determinante per permettere alle industrie di ottenere benefici e ROI.

Non basta realizzare un video, una simulazione in realtà aumentata, un ologramma.

Occorre progettarlo, adattando le immagini proposte alla necessità di far percepire la profonda trasformazione industriale in essere, interconnessa e interattiva, ma tenendo conto delle strutture percettive e narrative umane, che rispondono a stimoli diversi e specifici.

Sarebbe infatti ingenuo pensare che basti unicamente stupire la clientela, oppure solamente veicolare informazioni sulle caratteristiche tecniche del macchinario 4.0

L’essere umano non può fare a meno di comunicare, per introiettare informazioni ha bisogno che esse siano veicolate da determinate emozioni.

Occorre quindi progettare la comunicazione 4.0 creando un substrato narrativo, interattivo, sequenziale, arricchito da elementi semiopercettivi che agiscano a livello inconscio sul ricevente, il cliente, trasmettendo una idea di serietà, affidabilità, tecnologia, innovazione, senza però tralasciare l’aspetto ludico, ineludibile elemento di coinvolgimento emotivo e percettivo.

Il link al nuovo canale è il seguente: http://fourdotzero.blogspot.com/



Una volta stabilita l'identità dell'emittente e il tipo di relazione che vuole stabilire con il proprio destinatario (autorevole, amichevole) il video diventa occasione per esprimere le potenzialità dei prodotti o dei servizi proposti.

Il destinatario vuole a questo punto esplorare il prodotto e il servizio in relazione alle aspettative che ha nei confronti dell'emittente.

Questo significa che se l'emittente ha stabilito una relazione bipolare basata sulla serietà e l'autorevolezza non può mostrare all'improvviso un prodotto/servizio mediante un video dal montaggio frenetico, da inquadrature estreme o colori sgargianti. Si creerebbe immediatamente un corto circuito con la relazione stabilita in precedenza.

Molte volte un emittente cambia la propria linea di servizi e prodotti e la comunica anche correttamente. Solo che si dimentica di cambiare la comunicazione della propria identità e della relazione bipolare. I processi sono tra loro collegati e dovrebbero essere tradotti progressivamente e rispettati.

Soprattutto con il video, che come abbiamo già osservato, raggruppa in sé molti elementi della comunicazione (testo, immagini, animazioni, suoni, musica...). Le incomprensioni tra emittente e destinatario ne risulterebbero quindi amplificate.

In questi casi è conveniente procedere a ritroso e aggiustare la comunicazione dove serve.

La migliore e più utilizzata procedura per presentare prodotti e servizi al proprio target non è una semplice "lista della spesa", ma deve definire "come funziona" ciò che noi proponiamo e quali vantaggi può fornire al nostro destinatario/target.

Un video di questo tipo è chiamato in gergo "explainer" e offre un chiaro messaggio su ciò che il prodotto/servizio può fare e perché lo si dovrebbe scegliere rispetto a quello proposto dalla concorrenza.

Oltre a questo il format del video è molto flessibile e la produzione può articolarsi ulteriormente in base ad altre variabili come il budget e il livello di complessità del prodotto/servizio.

Se la relazione bipolare è giocosa e amichevole, lo sarà anche il video explainer, come nel caso proposto qui sotto.



Ars Europa Aacdemy offre i migliori corsi pensati per professionisti, scuole e aziende, erogati in italiano e inglese, nel campo della comunicazione, del marketing, del design, dell’arte, della moda e del lusso.

Corsi intensivi, corsi su richiesta per aziende, corsi individuali, micro corsi, con i maggiori esperti nel settore dell'Arte, del Marketing, della Moda e del Lusso.

Tra i vari e interessanti corsi ovviamente non poteva mancare quello di Net Semiology.

Per una panoramica sulla formazione continua 2017 di Ars Europa Academy seguite questo link:

http://www.arseuropa.org/formazione.html



Abbiamo visto in un articolo precedente come la proposta dei video sul proprio canale web sia ormai un aspetto irrinunciabile. Il tipo di relazione che si vuole instaurare col proprio lettore modello, al fine di farlo diventare target, segue una scala progressiva in cui si perseguono differenti obiettivi.

Al primo posto vi è la definizione dell'identità dell'emittente e la relazione bipolare che vuole stabilire con il navigante.

Nel video questo si può tradurre immediatamente nel tentativo di creare la consapevolezza del proprio marchio (identità dell'emittente) e il coinvolgimento del navigante (la relazione bipolare).

La fase della creazione della consapevolezza è il punto iniziale e fondamentale in cui il cliente impara a conoscere il vostro marchio e qualcosa su di esso suscita il loro interesse.

In questa fase iniziale del percorso bisogna subito fondere gli aspetti denotativi della storia dell'emittente che derivano da un'accurata analisi (ad esempio il marchio o le parole chiave che denotano l'emittente) e quelli connotativi che definiscono invece il tipo di relazione, dall'autorevole all'amichevole (ad esempio l'impiego di colori caldi o freddi o l'utilizzo di specifici angoli di ripresa).

Una tipologia consueta che ritroviamo nei classici "spot commerciali" e nei video di presentazione del proprio brand. Una loro analisi "semiotica" può essere una impareggiabile fonte di ispirazione.

Ecco un buon esempio dove si fondono gli aspetti denotativi e connotativi:


Unica osservazione: il video istituzionale non deve essere troppo lungo (da 1 a 1,5 minuti).

Infatti l'emittente compie di solito l'errore di volere "prolungare" il suo ruolo denotativo.

In sostanza "rompe" il patto instaurato con il destinatario nella relazione bipolare e si ritrova paradossalmente a dialogare con se stesso: un emittente che diventa il destinatario del proprio messaggio.

Quanto di peggio ci possa essere per iniziare a comunicare sul Web.


I post precedenti sul web video:
  1. IL RUOLO DEL VIDEO NELL’ATTUALE PANORAMA WEB
  2. LE PRINCIPALI CATEGORIE DEL WEB VIDEO




Come gestire l'evoluzione della comunicazione digitale con l'avvento dei nuovi social e delle nuove tecnologie?

Come realizzare una app o un sito Web usabile ed efficace, ma nello stesso tempo accattivante e bello ma soprattutto marketing oriented, cioè in grado di aumentare il tasso di conversione da target a cliente?

La semiotica applicata al Web offre un potente strumento per utilizzare in modo efficace i codici visivi, grafici e testuali a tutti coloro che vogliono dare valore aggiunto ai loro siti.

Ars Europa, con molti anni di apprezzata e fortunata collaborazione con i maggiori Istituti di Fashion, Arte, Design e Management, organizza un micro training course intitolato “Net Semiology: comunicare in modo efficace su Internet“, della durata complessiva di 16 ore.


Il corso, rivolto a Professionisti, Istituzioni, Accademie e Aziende, si avvale della formula on-demand.

Per maggiori informazioni ecco il link:

http://www.arseuropa.org/academy/it/prodotto/net-semiology-2016-2017/

A presto!



Net Semiology collabora con Semiomarketing, la nuova disciplina che individua un punto di incontro tra la semiotica e il marketing.

Sul nuovo blog di Semiomarketing troverete sempre interessanti spunti per il mondo della comunicazione, della semiotica e del marketing: dalle tradizionali variabili di Barthes al'innovativo Warpframe.

Ricordiamo inoltre che Ars Europa Academy ospita un corso di Semiomarketing on-demand.

Maggiori info su: http://www.arseuropa.org/academy/it/prodotto/semiomarketing-2016-2017/

Il link del blog di Semiomarketing è il seguente: http://semiomarketing.blogspot.com/

Non resta che augurarvi buona lettura sul nuovo blog.


Abbiamo osservato nel post precedente come la relazione bipolare che si genera tra emittente e navigante permetta di stabilire la presenza o meno di un buon flusso di comunicazione.

Il video, per la sua densità comunicativa (testo, immagini, suoni e animazioni), è in grado di veicolare un notevole flusso di comunicazione.

Proprio per il ruolo che gioca non possiamo eseguire a livello istituzionale e aziendale, il classico video amatoriale senza capo né coda, ma dobbiamo stabilire degli obbiettivi. E ancor prima definire delle categorie nelle quali incanalare il nostro flusso di comunicazione.

Le categorie ruotano intorno ad alcuni passaggi chiave, rappresentabili come livelli di un progressivo cambiamento del ruolo tra emittente e destinatario. Ecco i principali.

Relazione tra emittente e destinatario
Individuare tra tutti i destinatari il lettore modello del vostro video e creare di conseguenza la corretta relazione con il vostro marchio, o più in generale con il vostro ruolo di emittente.

Consapevolezza dell'emittente e del destinatario
Mostrare come il vostro prodotto o servizio possa aiutare il navigante a soddisfare le sue aspettative, raggiungere i suoi obiettivi e come la vostra offerta possa differenziarsi da quella della concorrenza.



Conversione del destinatario
Per convertire il lettore modello alla vostra causa in modo da dissipare ogni dubbio residuo sul vostro prodotto o servizio.

Fidelizzazione del destinatario
E' il momento in cui il destinatario, configuratosi come lettore modello e come target stringe un accordo duraturo con l'emittente. Qui bisogna aiutare il destinatario/cliente a giustificare il suo acquisto (da non intendere unicamente dal punto di vista aconomico) e rimanere impegnato con il vostro marchio, incoraggiandolo ad acquisti ripetuti.

Trasformazione del destinatario
Siamo al punto in cui il destinatario può essere trasformato in emittente, come un ripetitore in grado di amplificare il segnale/messaggio da voi proposto. A questo punto occorre incoraggiare i clienti fedeli a diventare sostenitori del brand e promuovere il prodotto/servizio attraverso le loro reti.

Nella prossimo post sull'argomento analizzeremo le peculiarità che deve possedere il video del primo punto: la relazione tra emittente e destinatario.

I post precedenti sul web video:
  1. IL RUOLO DEL VIDEO NELL’ATTUALE PANORAMA WEB




Il video sul web sta ormai diventando un componente irrinunciabile. Il suo registro comunicativo è molto ricco e denso in quanto contiene al suo interno molteplici registri comunicativi: testo, immagini, suono e animazione sono solo alcuni degli elementi che si fondono per generare un nuovo artefatto dotato di una notevole densità comunicativa. 

Questo significa che chi va di fretta sul web vuole fare il pieno di comunicazione nel più breve tempo possibile. E cosa c’è di meglio di un video per riuscire nell'intento?

Qualche statistica a supporto di queste considerazioni.
  • Da una ricerca effettuata da Google si scopre che i visitatori del sito sono, tra il 64% e l’85%, più propensi ad acquistare un prodotto online dopo la visione di un video.
  • Le probabilità di comparire nelle liste di Google aumentano 53 volte quando si propone un video. 
  • Utilizzando video su una pagina si può aumentare la conversione fino al 86%.
  • In media, i siti con contenuti video ottengono un extra di 2 minuti del tempo di sosta rispetto ai siti che non lo fanno.

In poche parole, i video possono attrarre e trattenere i visitatori sul sito più a lungo, aumentando in modo significativo le probabilità di eseguire ulteriori azioni, dalla registrazione a un servizio alla definizione di un acquisto.


Nei prossimi post proveremo a esplorare le maggiori tipologie di video e il loro impatto sulla relazione bipolare tra emittente e destinatario.

Il linguaggio dell’arte dal punto di vista stilistico, simbolico e coloristico, tenendo conto dell’ausilio della semiotica e degli stratagemmi quali inferenze, messaggi subliminali, categorie topologiche, eidetiche e cromatiche, inquadrature, simboli e codici.

Analisi dei grandi capolavori dell’arte figurativa, dal Medioevo all'epoca contemporanea, per comprenderne la simbologia e i significati.

Ars Europa, con molti anni di apprezzata e fortunata collaborazione con i maggiori Istituti di Fashion, Arte, Design e Management, organizza un micro training course intitolato “Art Semiology: il linguaggio segreto dell’arte“.

Fra i vari argomenti:
  • simboli, icone e indici
  • le strutture discorsive
  • le categorie visive
  • la forma e il colore
  • le inquadrature
  • il punto di osservazione
  • il modello attanziale
  • il quadrato semiotico
  • le figure retoriche
  • i codici prossemici, cinesici, mimetici, linguistici
  • le funzioni comunicative e i messaggi subliminali

La spiegazione di ogni concetto, fatta con un linguaggio semplice e con esempi accessibili a tutti, renderà chiaro non solo il principio e la
relativa descrizione, ma soprattutto la sua applicazione pratica.

Durante il corso saranno proposti ai partecipanti analisi di case history ed esercizi.

A tutti i partecipanti sarà offerto il testo di riferimento:


Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione al corso in cui verrà evidenziata la qualifica in Art Semiology Specialist.